martedì 8 giugno 2010

Manovra/ Tutela salute stress lavoro, lavoratori pubblici esclusi. Esperto bornout: norma incostituzionale, prof tra i più usurati

Roma, 31 mag. (Apcom) - La manovra economica del governo determinerà una discrepanza tra la tutela della salute dei lavoratori che operano nel privato rispetto a quelli del comparto pubblico, per questi ultimi si prevede l'esclusione delle tutele preventive adottate per di recente per allinearci con le ultime disposizioni dell'Ue: la denuncia ad Apcom è di Vittorio Lodolo D'Oria, medico ematologo, studioso di bornout e responsabile dello sportello informatico per gli insegnanti in crisi.


L'esperto di danni alla salute provocati da stress da lavoro punta il dito contro l'art. 12 del testo della manovra finanziaria, nel quale si indica che "gli art. 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, non si applicano alle amministrazioni pubbliche".


Secondo Lodolo D'Oria, l'esclusione del comparto pubblico della misure che tutelano la salute dei lavoratori - le quali prevedono accurate forme di prevenzione, sicurezza, addestramento e valutazione dei rischi - rappresenta un grave passo indietro: "dopo esserci allineati a fatica con le disposizioni Ue, nonostante avessimo già prorogati i termini di applicazione un paio di volte - spiega - ci rimangiamo tutto almeno per quanto riguarda la pubblica amministrazione".


La differenza di trattamento tra lavoratori pubblici e privati sarebbe tale da "muovere dei rilievi di incostituzionalità: infatti in materia di tutela della salute dei lavoratori - sottolinea il medico - si viene a operare una distinzione, in particolare se ci si riferisce agli insegnanti visto che sono una 'helping profession' perciò particolarmente soggetti a usura psicofisica".