mercoledì 8 dicembre 2010
martedì 7 dicembre 2010
Comparto. Unico? Vicende sul rinnovo del contratto degli enti locali.
Il coordinamento regionale IdV del Friuli Venezia Giulia ritorna sulla questione del comparto unico:lo fa per voce del referente regionale Enti Locali e Welfare, Pier Ugo CANDIDO.
Il dato sostanziale di partenza rimane purtroppo invariato, come pure il mistero che l’accompagna: la costituzione della massa salariale. Quest’ultima risulterebbe pari 602.159.002, 21 milioni di € secondo la funzione pubblica regionale, emissaria dei poteri forti degli enti locali. Cifra complessiva che non è mai stata dettagliatamente precisata. E’ chiaro che potrebbe essere di più o di meno. Dati sindacali alla mano certamente di più.
C’è poi da evidenziare l’originale scadenziario legato agli aumenti contrattuali: da gennaio a novembre 2009, verrebbe liquidato un aumento, tradotto in mera vacanza contrattuale, uguale all'1,1 %. Perché non da gennaio a dicembre? Che fine ha fatto l’indice di riferimento per gli aumenti annuali rappresentato dal tasso di inflazione programmata? Il 2009 registra ufficialmente l’1,5%: l'1,1% è manifestamente sotto questo punto fermo. Tutto a vantaggio del risparmio datoriale. Un risparmio che non giova all’equilibrio prestazione-salario: di fatto, in costanza di una triennale, e ingiustificabile, vacanza contrattuale, i lavoratori pubblici del F.V.G. non hanno fatto venire meno lo standard prestazionale elevatissimo: qualità che spesso s’è rivelata un vero vantaggio, e valore aggiunto, per la classe politica che oggi governa localmente. Snobbare questo dato saliente, legato ad un proficuo esercizio di professionalità pubbliche che ha positive ricadute sulla collettività, significa, per usare un noto modo di dire, “seminare vento per raccogliere tempesta”. La Regione non è nuova ad atteggiamenti “prudenti” in materia di aumenti contrattuali: la Corte dei Conti nella certificazione del recente contratto, quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007 e 2008-2009, del personale dirigente del comparto unico regionale ha significato come il comportamento negoziale datoriale s’è allineato ad indici percentuali al di sotto dei parametri di riferimento. In questo quadro, intriso di mistero e mortificazione si registra, aldilà delle giuste voci di protesta di qualche Sindaco – come mai solo ora? - e Sindacato – CGIL, UIL, CISAL e UGL versus CSA e CISL, firmatarie del verbale datoriale dd.18.11.2010 – un silenzio “assordante” dei dipendenti del comparto. Silenzio uguale asseverazione? La protesta sindacale va sorretta da tutti perché oggi è giustamente motivata. In caso contrario la forzatura e la sconcertante tesi datoriale, sottesa al verbale appena sottoscritto il 18 novembre, potrebbero prevalere: si frantumerebbe così definitivamente quella costruzione del COMPARTO UNICO (art. 127 della L.R. 13/1998), annullando nel contempo, e d’imperio, consolidate relazioni e accordi sindacali.
ProgettaRONCHI - INIZIATIVE del 15 e 22 dicembre - mercato comunale
progettaRonchi
Tu, che abiti a Ronchi dei Legionari, sai di cosa ha bisogno il paese.
Costruiamolo assieme, Tu e l’Italia dei Valori.
Metti le Tue idee nel contenitore: domani pretendi che siano realizzate.
Stp - Italia dei Valori Provinciale e Circolo Mandamentale - Monfalcone nov 2010
Tu, che abiti a Ronchi dei Legionari, sai di cosa ha bisogno il paese.
Costruiamolo assieme, Tu e l’Italia dei Valori.
Metti le Tue idee nel contenitore: domani pretendi che siano realizzate.
Stp - Italia dei Valori Provinciale e Circolo Mandamentale - Monfalcone nov 2010
domenica 5 dicembre 2010
La classe politica locale: l'originalità.
CONSIGLIERE COMUNALE
in Ronchi dei Legionari
Termino ora di legger il PICCOLO dd. 4 dicembre 2010: a pg.7 v'è un articolo titolato RONCHI. RIFIUTI - Mattiussi critico sull'operazione -Iris
Questo articolo riporta "papale papale" il mio intervento (vd. allegato) in consiglio comunale a Turriaco del 22/11/2010 - anche a Lei inviato il giorno 23 novembre c.a, e al contempo a vari organi di stampa, tra cui IL PICCOLO, per opportuna e doverosa conoscenza - però viene a Lei attribuito.
Spero si tratti di un mero errore di attribuzione; in caso contrario auspico una Sua immediata rettifica.
Saluti.
Pier Ugo CANDIDO
consigliere comunale IdV a Turriaco (GO)
Sabato 4 dicembre u.s. a pag 7 del Vostro quotidiano è apparso l’articolo: Ronchi Rifiuti, Matiussi critico sull’operazione Iris.
L’articolo da me inviato per via informatica, unitamente al Piano locale delle Antenne, è frutto di un errore di spedizione. Il testo citato nell’articolo appartiene al Consigliere Comunale di Turriaco Candido dott. Pier Ugo. Certo della rettifica invio cordiali saluti. Umberto Miniussi
martedì 23 novembre 2010
DIMISSIONI e RIMPASTI. Il consiglio comunale del 22 novembre 2010.
Oggetto: Consiglio comunale del 22 novembre 2010 /punto 1 odg - Surroga consigliere dimissionario e convalida elezione 1° dei non eletti e punto12 odg - Comunicazioni del Sindaco - INTERVENTO
Le dimissioni del Vicesindaco, e in primis amico e consigliere Mario SCHIAVON, non hanno una genesi in fattori determinati dalla vita politico-partitica di Turriaco. Questo è oltremodo ovvio, ancorché evidente, nonostante che alcune argomentazioni diffuse a mezzo stampa, previamente a questo consiglio comunale, potessero portare altrove. E’ chiaro che chi volesse “lucrare” sulle circostanze di questo atto, sulla sua natura e carattere prettamente personale, e sui motivi non politici dello stesso sarebbe uno sprovveduto.
Invero ha rilievo politico la nomina del nuovo Vicesindaco, anticipata alla comunità e quindi ai consiglieri comunali meramente sul quotidiano locale di riferimento: questo la “dice lunga”, e purtroppo ancora una volta, su come la democrazia partecipata, che passa anche per una corretta e preventiva informazione istituzionale, sia concetto di cui il primo cittadino, e la sua ensemble, sia sprovvisto.
La vicenda, di cui prendiamo atto e che affrontiamo istituzionalmente oggi, ha comportato quindi l’inaspettata, e penso da nessuno auspicata, fuoriuscita del cuore e cervello di questo esecutivo.
La nomina del dott. Enrico Bullian a Vicesindaco segna definitivamente l’indebolimento politico della giunta e di tutta la maggioranza.
Da un lato perché dimostra, e conferma, che l’assurda tesi sostenuta in campagna elettorale – da chi oggi localmente ci governa – sulla cosiddetta “purezza della razza politica turriachese” (spiego ai più per evitare gli ennesimi e strumentali fraintendimenti dai banchi della maggioranza: nelle liste della attuale maggioranza consiliare potevano candidarsi solo persone con rigoroso e immacolato albero genealogico turriachese, residenti e viventi a Turriaco) si è sgretolata; per fortuna dato il suo evidente anacronismo.
Dall’altro perché il partito della Rifondazione (?) Comunista con la sua risicata e esogena attuale rappresentanza schiaccia il partito maggioritario, quello Democratico (PD), che attesta una sostanziale regressione di posizioni storicamente “conquistate” non potendo, volendo, essendo in grado di esprimere né in via autorevole né autoritaria un candidato Vicesindaco.
Da oppositori guardiamo con attenzione, quella di chi è osservatore privilegiato, questa fenomenologia politico-partitica (Milano docet?) significando, in tutte le sedi, in primis qui oggi in consiglio comunale, l’assoluta incongruità tra quanto proclamato in campagna elettorale e poi fatto: ciò che viene, sempre più spesso, a reale esistenza sconfessa ogni proposito, ridotto quindi a slogan puramente elettoralistico, di questa maggioranza.
Le dimissioni del Vicesindaco, e in primis amico e consigliere Mario SCHIAVON, non hanno una genesi in fattori determinati dalla vita politico-partitica di Turriaco. Questo è oltremodo ovvio, ancorché evidente, nonostante che alcune argomentazioni diffuse a mezzo stampa, previamente a questo consiglio comunale, potessero portare altrove. E’ chiaro che chi volesse “lucrare” sulle circostanze di questo atto, sulla sua natura e carattere prettamente personale, e sui motivi non politici dello stesso sarebbe uno sprovveduto.
Invero ha rilievo politico la nomina del nuovo Vicesindaco, anticipata alla comunità e quindi ai consiglieri comunali meramente sul quotidiano locale di riferimento: questo la “dice lunga”, e purtroppo ancora una volta, su come la democrazia partecipata, che passa anche per una corretta e preventiva informazione istituzionale, sia concetto di cui il primo cittadino, e la sua ensemble, sia sprovvisto.
La vicenda, di cui prendiamo atto e che affrontiamo istituzionalmente oggi, ha comportato quindi l’inaspettata, e penso da nessuno auspicata, fuoriuscita del cuore e cervello di questo esecutivo.
La nomina del dott. Enrico Bullian a Vicesindaco segna definitivamente l’indebolimento politico della giunta e di tutta la maggioranza.
Da un lato perché dimostra, e conferma, che l’assurda tesi sostenuta in campagna elettorale – da chi oggi localmente ci governa – sulla cosiddetta “purezza della razza politica turriachese” (spiego ai più per evitare gli ennesimi e strumentali fraintendimenti dai banchi della maggioranza: nelle liste della attuale maggioranza consiliare potevano candidarsi solo persone con rigoroso e immacolato albero genealogico turriachese, residenti e viventi a Turriaco) si è sgretolata; per fortuna dato il suo evidente anacronismo.
Dall’altro perché il partito della Rifondazione (?) Comunista con la sua risicata e esogena attuale rappresentanza schiaccia il partito maggioritario, quello Democratico (PD), che attesta una sostanziale regressione di posizioni storicamente “conquistate” non potendo, volendo, essendo in grado di esprimere né in via autorevole né autoritaria un candidato Vicesindaco.
Da oppositori guardiamo con attenzione, quella di chi è osservatore privilegiato, questa fenomenologia politico-partitica (Milano docet?) significando, in tutte le sedi, in primis qui oggi in consiglio comunale, l’assoluta incongruità tra quanto proclamato in campagna elettorale e poi fatto: ciò che viene, sempre più spesso, a reale esistenza sconfessa ogni proposito, ridotto quindi a slogan puramente elettoralistico, di questa maggioranza.
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