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mercoledì 31 marzo 2010

IRIS SpA: Cgil, meglio tardi che mai.


Cgil: “Evitare a tutti i costi la svendita di Iris”

«La svendita del ramo energia di Iris va evitata a tutti i costi». A sostenerlo è Giovanni Comparone, segretario generale della Filctem-Cgil Friuli Venezia Giulia. «Vendere – sostiene – sarebbe una scelta dissennata, visto e considerato anche il forte rischio di non arrivare all’incasso di 90-100 milioni inizialmente prospettato dalla proprietà».

Il sindacato di categoria della Cgil, quindi, ribadisce la sua posizione a favore del progetto multiutility regionale: «Un progetto – spiega Comparone – che la Cgil ha sempre sostenuto, assieme alle altre organizzazioni sindacali, sin da quando la proprietà della multiutility isontina, con una improvvisa ed inspiegabile scelta e nonostante l’interesse di importanti aziende della regione, ribaltò il proprio orientamento e decise di procedere alla vendita di un bene di primaria importanza per il territorio isontino. Il rischio evidente è quello di disperdere un patrimonio di conoscenze e di professionalità e una leva fondamentale per l’economia del territorio, solo per fare cassa e con incassi largamente inferiori alle cifre inizialmente previste: siamo convinti che questo pericolo possa essere scongiurato, anche grazie al controllo democratico dei cittadini, i veri proprietari di Iris, attraverso i propri rappresentanti, di maggioranza e di opposizione, eletti nei consigli comunali».

Da qui l’appello a rivedere la scelta di vendere e a «impegnarsi nella ricerca delle possibili aggregazioni per realizzare una unica grande multiutility regionale, avviando un progetto industriale forte, capace di intrecciare in una proposta complessiva l’interesse dei lavoratori, dei cittadini e dell’imprenditoria del territorio». La Filctem , infatti, resta convinta che «la soluzione migliore per i lavoratori, per i cittadini e per il territorio sia quella delle aggregazioni, anche se l’incasso dovesse essere in linea con gli obiettivi iniziali».
Se vendita dovesse essere, comunque, la cessione dovrà rispettare alcuni punti fermi: «Il mantenimento della clausola sociale a tutela dei lavoratori, escludendo qualunque forma di vendita “a pezzi”, precise garanzie per il miglioramento degli attuali livelli di qualità dei servizi forniti, il mantenimento in provincia o comunque in regione della sede ai fini fiscali».

venerdì 11 dicembre 2009

A tutto gas!


Sono state multate 39 imprese di distribuzione e vendita e distrubuzione del gas per aver inviato ai consumatori bollette errate. Le sanzioni superano complessivamente i due milioni di euro. E si tratta solo di una prima parte delle indagini condotte dall'Autorita' per l'energia che ha portato alla luce svariati casi di violazione delle norme sull'applicazione dei coefficienti per la misurazione dei consumi del gas da parte delle famiglie e delle imprese. Le indagini sono state condotte con la collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza ed aperte in concomitanza con una indagine aperta dalla procura di Milano per sospette truffe relative ai contatori del gas.